La novella della settimana per figli e nipoti
STORIA DI LISA, EROINA DELLE TENEBRE
C'era una volta una bambina di nome Lisa, che a volte non
andava d’accordo con la mamma che era brontolona e non le faceva mai fare niente da sola. Lisa chiusa in casa non era felice e sognava di
girare per il mondo e vedere
cose nuove.
Un giorno, siccome abitava in
campagna vicino a Firenze, uscì di casa quando la mamma era fuori a far la
spesa e si incamminò per la strada che conduceva in città, portandosi nel sacco a spalla mezzo
filone di pane, un pezzo di formaggio pecorino e una coperta.
Verso mezzogiorno, seduta sul bordo d’una fontana mangiando pane e formaggio si sentiva felice, ma arrivata in città cominciò a piovigginare e a fare freddo e
per le
strade di Firenze non era rimasto nessuno.
Siccome era tardi per proseguire il
cammino, Lisa si fermò sotto
una torre antica e si sistemò in un
cantuccio per la notte. La coperta però
non bastava a ripararsi dal freddo e non
riuscendo a addormentarsi vide una
porticina marrone che prima non aveva notato. Qualcuno si era
dimenticato di chiuderla e si
intravedeva una ripida scala diretta verso il basso. Fatti cinquanta gradini
Lisa si trovò in una stanza sotterranea, con grandi archi di pietra e un pavimento rosso di cotto, si accoccolò
in un angolo e si addormentò.
Era appena passata metà della notte quando si sentì un suono lontano di trombe e tamburi.
Incuriosita Lisa si mise a camminare seguendo la direzione della musica facendosi luce col cellulare. Dopo aver esplorato lunghi
corridoi di pietra senza incontrar nessuno, intravide sul muro la finestra da cui
proveniva la musica. Sporgendosi oltre l'apertura vide qualcosa che
si muoveva su una struttura di legno.
Abbagliata dalla luce non riusciva a distinguere bene cosa fosse, ma osservando meglio si accorse che sulla base di legno c’ era un trono e sul
trono sedeva un orsetto grigio, con una corona in testa e uno scettro in
mano. Davanti a lui, inginocchiati, vide tre topi marroni, con un'uniforme verde e una cintura da cui pendeva un lungo spadone.
Lisa si ricordò che
la nonna le aveva parlato delle avventure di un principe trasformato in orso da un mago dispettoso e i suoi servi erano diventati topi. Il mago pensava che l’
orso si sarebbero perso nei cunicoli che stavano sotto la città portandosi dietro i suoi topi.
Siccome le magie non si disfanno facilmente, il ReOrsetto
si era adattato a vivere nella città che gli antichi Romani avevano costruito sotto Firenze, che erano un po’ buia,
ma bella come la città di sopra, con strade, palazzi, templi, piscine e piazze per riposarsi e giocare.
Vedendo una faccia sconosciuta sporgere dalla finestra della
reggia, mentre i tre topi di guardia mettevano mano alle spade, il ReOrsetto
fece fermare la musica e disse:
-"Chi sei? Che ci fai qui?"-,
-"Riverisco , Maestà”- rispose
Lisa- “e vi auguro una buona giornata, anzi
una buona nottata! Io vengo da amica. Visto che ci sono, vorrei anche il vostro aiuto. Sono venuta via di
casa per girare il mondo e capire come si fa a essere felici. Ad esempio per
strada ero felice mangiando pane e formaggio di fronte a una fontana,
ma dopo la notte era fredda e buia
e non ero più tanto felice! “
Il ReOrsetto fece un sorriso e
disse:
-“Bimba, la felicità è una pianta delicata. Non è facile piantarla e farla crescere senza
problemi.”-
La bimba in realtà piaceva molto al re perché assomigliava a una principessa
di cui era innamorato quando abitava nel mondo di sopra. .
-"Senti bambina" –continuò il ReOrsetto- “Stai pure con noi. Vediamo
se posso fare qualcosa per te. Tu però aiutaci a liberare
il nostro regno dalla Talpa-toro, che arriva di tempo in tempo e cerca di mangiare
i miei topi migliori".
-"Farò il possibile-disse Lisa-" Ma la talpa -toro chi è?"-
-"E' un animale molto grosso -rispose il ReOrsetto- molto miope, molto
feroce e molto stupido. Guarda un po'
cosa puoi fare!"-
Lisa non aveva tanta esperienza con
gli animali e tanto meno con le bestie feroci prima di quella notte non essendo
quasi mai uscita di casa. Tuttavia, sentendo che la Talpa-toro era miope e
stupida, pensò di giocare d’astuzia. Risalì fino alla piazza della torre, prese
a un crocevia lo specchio tondo per vedere le macchine in arrivo, e lo sistemò all'ingresso
del sotterraneo, di fronte alla sala del ReOrsetto.
Quando la campana di fronte alla reggia del ReOrsetto suonò
il sesto rintocco, si sentì un brontolio di tuono all'imbocco del sotterraneo e
le pareti cominciarono a tremare. Era la Talpa-toro che veniva a acchiappare
qualche servo del ReGatto per fare colazione.
Lisa si nascose dietro lo specchio rotondo che aveva preso nella piazza di
sopra, aspettando che il rumore si facesse più vicino. Dopo pochi minuti la Talpa-toro arrivò di fronte alla sala del trono e stava per mettere la testa dentro, quando
vide riflessa nello specchio l'immagine di un bestione ringhioso, con gli occhi
iniettati di sangue, la bava alla bocca e due canini pronti ad azzannare.
Con tutta la forza dei suoi polmoni Lisa cacciò allora un altissimo grido,.
Con tutta la forza dei suoi polmoni Lisa cacciò allora un altissimo grido,.
La Talpa-toro era troppo miope per riconoscere l'immagine di sé stessa
riflessa nello specchio e troppo stupida per capire che un suono così alto potesse
venire dalla gola di una bambina piccola e gentile. Mise tra le gambe quel po'
di coda che aveva e scappò in superficie, giusto in tempo per incontrare
l'accalappiacani del Comune di Firenze che ogni mattino alle sei e un quarto
faceva un giro in città per cercare un cane rabbioso. Ma di cani rabbiosi
non ne rimanevano più, perché avevano tutti un padrone che trattava i
cani meglio dei Cristiani.
Così l’accalappiacani fu felice di prendere al laccio quel bestione dopo
mesi che guadagnava lo stipendio senza far niente di utile.
La Talpa-toro finì in una gabbia dello zoo cercando di far paura ai
bambini, che però erano abituati ai mostri dei cartoni animati giapponesi e non sia
spaventavano per così poco.
Quando seppe che fine aveva fatto la Talpa-Toro, il ReOrsetto andò da Lisa e disse:
-“Grazie tante Lisa. Allora sei felice adesso?”
-“Molto
felice Maestà”
-“Vedi, il segreto della felicità è solo questo: far qualcosa di buono per gli altri”-
"Tutto vero, Maestà”- rispose Lisa, che si era abbastanza spaventata
con la TalpaToro-“ ma insistendo con queste avventure c’è il caso di farsi mangiare!"
Lisa fece una riverenza al ReOrsetto, riprese la coperta e quello che restava del suo tozzo di pane e tornò a casa dalla mamma, che fu così felice
di rivederla che perdonò subito la sua scappatella.
Il giorno dopo la mamma lasciò Lisa
libera di uscire da sola per andare allo zoo a fare le linguacce alla Talpa-Toro.
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