La bomba a strappo che mi quasi fatto orfano
Da quando hanno fatto lo scherzo a
Spaziani non è successo nulla di nuovo. Passo le giornate al campo
minato del vallone dando una mano e facendo l’acquaiolo. Gli operai son sempre a scavar buche e a
tirar fuori mine. Sembra che ce ne
sia una fabbrica intera quassù perché
abbiamo fatto una catasta di Teller
che sembra una montagnola. Se dovessimo farle scoppiare per far dispetto a quelli del paese, il botto lo sentirebbero fino a Firenze. E
invece le
porteremo in polveriera quando ritorna
il babbo.
Spaziani dev’essere un tipo pauroso, perché tutte le
volte che trova una mina antiuomo si
mette a strillare -Angelo, Angelo- con tutta l’aria che ha in corpo come se i Tedeschi
l’avessero messa lì per lui. Angelo non dice mai di no quando qualcuno gli chiede una mano. E’
uno dei primi sminatori e di
bombe se ne intende. Spaziani mi
pare che di bombe se n’intenda meno di
me. Poi l’altra cosa buffa è che una volta la settimana riceve una lettera da
Roma e per tutto il giorno non fa una parola. Quando gli chiedo che sta succedendo mi racconta sempre che deve comprare le scarpe da ballo
della figlia e che sono care. Ma quanti piedi avrà questa figlia ballerina?
Alla fine della settimana è tornato il babbo. Ho sentito il rumore della Jeep e mi sono messo a correre lungo il sentiero
per andargli incontro. Appena ha fermato la Jeep quasi non lo riconoscevo! Era pieno di
cerotti dappertutto!!
-Che t’è successo?
Il babbo invece di rispondermi allarga il collo della camicia e mi fa
vedere un cimitero di cerotti sul petto.
-Stavolta la racconto, ma l’ho vista da vicino la commare secca..
-Chi?
-La morteseccca! E’ colpa mia. Ho trovato una cassa di bombe a mano tedesche. Avrei dovuto farle saltare
tutte insieme, ma ero vicino al
paese e avevo paura di rompere i vetri delle case col botto. Allora ho deciso di farle scoppiare una per volta. Ho preso la
prima, ho tirato la funicella e mi son messo a ascoltare il suono
della miccia.
-E se ti scoppiava vicino alla testa?
- Vicino alla testa o vicino a un piede è lo
stesso. Fanno saltare un cingolo di carrarmato. E poi non
scoppiano subito. La funicella, quando la tiri, accende la miccia e la fiamma ci mette qualche secondo prima di arrivare al detonatore.
-Perchè?
-Perché i soldati tedeschi
aspettavan qualche secondo prima di tirare la bomba dopo aver avviato la
spoletta, se no quello dall’altra parte prendeva la bomba e la rispediva al
mittente. E allora la metto sempre all’orecchio anch’io. Quando la miccia è
accesa, si sente come friggere l’olio in padella. Ieri ho tirato la corda e non ho sentito nulla. Allora mi son fatto l’idea
che la bomba fosse difettosa e l 'ho presa tra le mani per svitare il tappo e guardare cosa era successo. Ho fatto
due giri di vite e quando stavo
allontanando la bomba dal manico è scoppiato il detonatore.
-Come mai non è scoppiata la bomba?
-Bastava che fosse svitata mezzo
centimetro di meno e non sarei qui a raccontartela. Quei due centimetri di
spazio mi hanno salvato la pelle. Il
detonatore è scoppiato all’altezza del petto e per questo mi son
riempito di buchi.
-Ha detto Angelo che i detonatori
non sono pericolosi....
-Non t’ammazzano .....sono le
schegge di metallo intorno al detonatore che m’ hanno tutto sforacchiato. Meno
male che non mi hanno preso un occhio...
-E dopo che hai fatto?
-Sono andato dal
dottore e lui si è messo a levar le schegge
con un paio di pinzette. Ci ha messo mezza giornata.
-Ti fa male?
-Macchè son solo forellini!
-Mamma mia quanti però!
-Al campo vedrai che mi
daranno tutti di bischero. Se l’avesse fatto uno degli operai gli avrei urlato dietro!
Il babbo mette la mano in una
scatola di metallo dietro il sedile della Jeep e tira fuori una bomba a mano
tedesca.
-Bisogna metterla in salotto come
ricordo!
Le bombe a mano tedesche le ho viste
di rado. La testa è come una scatola grande di tonno colorata di verde. Poi c’e’ un manico di
legno con un buco dentro da cui esce una corda con un nodo. Il babbo comincia a svitarla.
-O babbo, o che fai.. ..
-Ormai il detonatore è scoppiato!
La svita e mi fa vedere la traccia
della fiammata del detonatore sul manico di legno.
Il babbo tira su dal fondo della cassa di metallo
una camicia a scacchi grigia e la mette contro luce. E’ cosi’ piena di
buchi che sembra una rete da pesca. Gli salto addosso e lo
abbraccio. Che bello avere un babbo vivo! Lo sapevo che era un lavoro
pericoloso, ma una storia come questa non l’avevo sentita. Speriamo che sia
guarito dei buchi quando arriviamo a Firenze, se no chi sa cosa dice la
mamma!!!
-Come ti sei trovato a Cantagallo da
solo?
-Bene. Mi piace stare quassù e sono
amico di tutti. L’altro giorno gli operai hanno fatto uno scherzo a Spaziani con
i detonatori sulla branda.....ci siamo divertiti, ma lui era livido di paura e mi è toccato consolarlo perchè lo prendevano in giro.
-Davvero? Allora sara’ bene che la disfai l’amicizia per Spaziani....
-E perché? E’ simpatico e mi racconta un sacco di storie! Lo sai che la
figliola fa la ballerina e me la vuol
far sposare?
-Tutte balle....
-Come sarebbe a dire?
-Lo Spaziani vero non e’ lui. Si chiama Spaziani Marco, faceva lo sminatore a Roma, ma è morto. Ho visto l’elenco dei caduti
di Roma e mi è saltato subito agli occhi il nome. Lo Spaziani di qui non hai mai fatto i corsi da sminatore con gli
Americani....Il patentino è
quello del morto. La foto deve averla sostituita.
-E la figlia ballerina?
-Sara’ una balla di sicuro.
-Poverino....
-Poverino un accidente! Ci ha presi
per il sellino..
-Ma avra’ avuto bisogno di
lavorare...
-Non discuto. Ma questo non è un
lavoro come un altro! Se sei sminatore devi conoscere le mine. Finchè salta in
aria lui, pace! Ma mi se salta in aria in un campo minato, ci rimettono la pelle in tanti... aspetta che
glielo dica al campo, vedrai cosa diranno gli sminatori.
-Ne faranno salsiccie!!
-Se lo merita. Peccato che dopo non
le vorrà mangiare nessuno le salsicce di Spaziani...-
-Babbo, sei cattivo....lo Spaziani è
un brav’uomo, anche se racconta balle...
-Una bella lezione gli farebbe bene. Se me lo ammazzano però
diventa un pasticcio ..... e poi è stato pagato come uno sminatore tutta
l’estate....
-Ma il suo lavoro l’ha fatto! Le
mine l’ha levate anche lui.
-Ha avuto fortuna. Quando uno non sa nulla di mine è facile
che scoppi in aria alla svelta.
-Anche te non sapevi nulla di mine!
-Vai a chiamarlo e digli di scendere
qui da me.
Salgo di corsa verso il campo e
trovo gli uomini intorno al tavolone che aspettano la cena. Spaziani sta a
sedere con gli occhi semichiusi
e la schiena contro una quercia. Ha l’aria stanca e sembra più piccino
appoggiato a quell’alberone.
-Spazia’, il babbo ti vuole, giù alla curva!
Gli operai ci guardano con un’aria a
punto interrogativo.
Ci avviamo insieme lungo il
sentiero.
Spaziani ha annusato qualcosa.
-Che succede?
-Guai! Hai raccontato un sacco di
balle! Il babbo e’ incazzato come una scimmia...
Spaziani abbassa la testa e non
risponde. Arriviamo in vista della Jeep. Io mi fermo a distanza. Non vorrei essere il povero Spaziani.
Da dove mi sono fermato sento solo
il tono concitato della voce del babbo. Parlano per un quarto d’ora. Alla fine
Spaziuani mi fa un cenno con la mano e
si incammina verso valle. Scendo verso la Jeep.
-Che e’ successo?
-Gli ho detto di levarsi dalle
scatole.
-E la sua roba al campo?
-Gli manderemo a casa la valigia.
Ammesso che abbia una casa.
-Perchè non gliel’hai fatta prendere
a lui?.
-Non è tuo amico? Vuoi che ci
arrivi intero al paese? Allora è meglio che vada via alla svelta. Quando lo racconterò agli uomini al
campo, cosa credi che gli diranno,
bravo?
Guardo verso valle. Non si vede nessuno
sul sentiero. Spaziani è sparito. Credo che sia d’accordo sul fatto che è meglio esser lontano dal campo quando il babbo racconta la storia
del patentino fasullo.
-Poveretto, mi fa pena. E pensare
che mi ero quasi innamorato della figlia ballerina...
-Fai presto a innamorarti te! Speriamo
che crescendo ti passi... Dai monta sulla Jeep e andiamo a mangiare....
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