O maschio o femmina.

Le case del Paolini. Disegno di Alberto Dolara 1954.

La balza dietro il  muro della casa del Paolini è il posto dove ci si ritrova noi ragazzi senza avere i grandi tra i piedi, perché bisogna arrampicarsi su una scarpata piena  di cardi spinosi e poi saltare un muro alto un paio di metri. Il muro dietro il Paolini è tutto sbrecciato e per risalire ci si arrampica sui buchi dei sassi, tanto  ormai siamo diventati bravi come le lucertole. Sotto c’è uno spiazzo nascosto, con  davanti una balza che  ci separa dall’Arno e non ci possono vedere neanche dall’Albereta dall’altra  parte del fiume.
 Una volta si veniva qui anche  con le bambine a giocare ai dottori e loro  facevan finta d’esser malate e noi maschi per capire dov’era la malattia si toccava qua e là anche in mezzo alle mele e alle cosce. Dopo però hanno cominciato a venir fuori problemi. La prima è stata la Maria Pia perché  la sua mamma l’ha vista arrampicarsi coi ragazzi dalle parti dell’Arno e ha detto che se la vedeva un’altra volta la faceva nera di botte. E subito a ruota hanno  cominciato a trovar scuse anche le altre. E’ rimasta solo la Renata, che è un maschiaccio e se ti azzardi a toccarla senza permesso ti riempie di pedate  proprio come le sue sorelle sigaraie. Ora ha smesso anche lei di venire sotto il muro con i maschi e al massimo viene sotto i ramerini della Beppa con me da solo. Sotto la casa del Paolini ci si ritrova  ogni tanto  con i ragazzi della nostra età.  I grandi non vengono e  ci considerano ancora bambini, perché non siamo sviluppati. I ragazzi grandi ci danno sempre da intendere che  son uomini fatti e che vanno al casino di villa delle Rose sul Lungarno dove ci sono le donne  ignude e te la danno a pago.
 Ci siamo andati anche noi a vederla da fuori villa delle Rose. E’ una casa grande di lusso a due piani dipinta di bianco e grigio con le colonne davanti e le scale di pietra,  all’angolo di via lungo l’Africo e il Lungarno e c’è un giardinofitto fitto con le canne di bambù e le palme e un cancello con la guardia che tiene fuori i curiosi. Una volta ci siamo  arrampicati sul muro, ma non si vede nulla perché le persiane sono sempre sbarrate. Però il fratello della  Renata  c’è stato  dentro Villa della Rose e dice che è pieno di puttane care,  sono tutte giovani, e molto più belle di quelle del casino normale. Io quando cresco non ci vado al casino perché il mio fratello che studia da dottore mi ha insegnato che chi va con le puttane piglia malattie brutte e  muore  pazzo a san Salvi.  E poi le puttane rinchiuse mi fanno impressione. Mi ricordano le rivolte di schiavi ai tempi dei Romani, come ci racconta il maestro, quando i prigionieri  maschi  li mandavano a fare i gladiatori e le femmine a far le puttane  nei lupanari e se scappavano le mettevano in croce.  A me Spartaco è sempre piaciuto e quando leggevo a scuola delle legioni romane che marciavano verso la Puglia a fare piazza pulita mi veniva da piangere, perché’ quello era un esercito di gladiatori e di puttane e allora bella forza per i soldati di  Roma. Non era mica Annibale con gli elefanti!
 Di puttane ce ne sono tante a Bellariva, ma non sono rinchiuse e vanno e vengono e  fanno quello che gli pare  e nessuno ha nulla da ridire. Anzi un  amico mio  dice che se fosse donna farebbe la puttana, perché così uno si diverte e  si  fa anche pagare. E lo dice sul serio, non per scherzare.
  Quando ci si ritrova sotto la casa del Paolini ci si mette a chiacchierare anche delle puttane e di villa delle Rose.  Poi, se ci va, ci  tiriamo giù i calzoni per vedere chi ce l’ha più grosso e se diventa duro parlando delle puttane. Ci si tirava giù i calzoni anche con le bambine,  ma ormai non vengono più sotto il muro con noi. Un gioco
   A parte chiacchiere a volte dal Paolini si fa anche  rinculino.           Rinculino sarebbe un gioco nel quale  uno si mette  a culo ritto  coi pantaloni giù e l’altro gli appoggia il pisello da dietro e va su e giù, fino a quando non gli è venuto a noia. Poi dopo si cambia parte e comincia a star di dietro quello che stava a culo ritto e così in fila  fino a che non l’hanno fatto tutti. A volte si faceva  anche con le bambine, solo che loro non hanno  pisello e quindi  a culo ritto si mettevan solo loro perché non hanno nulla da appoggiare dietro ai maschi.
  Io questa cosa del rinculino non l’avevo mai fatta e allora ho lasciato fare  gli altri  per un po’ e mi veniva anche a noia a stare a guardare. Anche Cristiano, quell’antipatico che viene a scuola con me, stava a guardare  con i pantaloni giù senza sapere se fare o se non fare. Poi mi sono deciso io e mi sono messo infila  a fare a rinculino come  gli altri. Cristiano invece si è tirato su i calzoni e ha cambiato idea.
  Dopo  ci siamo  riabbottonati anche noialtri  e siamo  risaliti dal muro. Cristiano è stato l’unico a non voler provare.  Ora cammina dietro a tutti con l’aria a sfotto’.
   -Siete un branco di culi rotti!!!
  -Accidenti a te, sei il solito pezzo di merda- gli rispondo io. Non lo posso soffrire  Cristiano. A scuola va male, è geloso degli altri e va a giro a sparlare di tutti.
    -Culo rotto, culo rotto!!
   Cerco di prenderlo e di tiragli una botta, ma corre più svelto di me.
    -Se ti chiappo ti faccio nero...
    -Tanto non mi acchiappi,  sono  più veloce. Dopo lo racconto a tutti che sei  un culo rotto !!!
     Cristiano scappa lungo il viuzzo e non riesco a prenderlo, nonostante corra più forte che posso. 
     Un’ora più tardi i ragazzi grandi sono attorno al pozzo della Beppa a chiacchierare e a prendere il fresco.Io  intanto vado a dare una mano a Perpetuo. Dal campo vedo Cristiano che chiacchiera con i grandi. Ho un brutto presentimento.
 Quando torno verso il pozzo mi guardano  strano. Poi mi  prende da una parte Luciano, il nipote di Trocilo, e mi porta dietro il canneto di bambù della Beppa vicino al campo.
 -Allora, mi hanno detto  che oggi  sei andato a  far rinculino dal Paolini....
    
-Io non ho fatto nulla!
 -Me l’ha detto Cristiano...
 -Non è vero!
 -Però ti ho visto anch’io  andare verso l’Arno con quelli del Madonnone -Uno non può andare dove gli pare?
-Sì, ma Cristiano dice  siete andati a far rinculino!
 -E a te che te ne importa?
 -Me ne importa  eccome, perché’ i tuoi fratelli sono amici miei.
  Ai  ragazzi di Via Aretina non gliene importa un fico secco di queste cose. A parte che è pieno di puttane dove stanno loro,  hanno troppa miseria per preoccuparsi  del muro del Paolini. A casa mia è un’altra storia.  Luciano è amico di  famiglia e la sua mamma fa la commessa in un negozio di scarpe e va sempre  in centro con la mia a passeggiare.
 Torno a casa e mi metto a leggere “I misteri della Giungla Nera” di Salgari, uno dei miei libri  preferiti. Sulla copertina si vede Treman Naik  con il turbante in testa e con il coltello malese, che si chiama criss,  che con un braccio immobilizza una tigre del Bengala e con l’altro si prepara a sgozzarla con il criss,  e intanto la sua spasimante, che si chiama  Marianna, tutta coperta di veli lo guarda terrorizzata con la boccuccia a cuore. Apro il libro a metà però non riesco a seguire le parole e scorro  la pagina avanti e indietro con la testa da un’altra parte.  Invece di Treman Naik rivedo la scena  di Cristiano che va  a dire a tutti che ho il culo rotto. E se poi qualcuno lo racconta al babbo? A Bellariva i segreti duran poco. Infatti dopo mezz’ora  arriva mio fratello  Luigi e  Luciano lo mette subito al corrente di tutto.
Luigi entra  in casa nero come il temporale. Luigi è il mio fratello preferito, è sempre allegro e non rompe le scatole. Alberto è un bravo fratello anche lui, però ogni tanto si mette a far la suocera con me e allora ci vado meno d’accordo. Luigi fa arrabbiare il babbo perché fa forca a scuola e non studia abbastanza e poi  rompe le scarpe per giocare a pallone, però con me è gentile. Fa la scuola alberghiera e parla quattro lingue e va sempre a giro per il mondo. Piace a tutte le donne di Bellariva e in particolare alle sorelle Panna  perché è alto, magro  e sempre elegante. Cammina per il viuzzo che sembra  Clark Gable. Ma quando è entrato  in casa mi ha guardato proprio male. Mi ha preso per un braccio e mi  ha portato  in camera  sbattendo la porta.
    -Che ti sei messo a fare dietro il muro del Paolini?
    -Ma nulla, si parlava delle cose nostre ….
    -Non è vero, vi siete messi a fare a rinculino!
     -Non è vero...
     -L’ha detto Cristiano, e c’era anche lui.-
      -Quello è una spia e una merda!
      -Sarà anche una merda, ma è vera o no questa storia?
      Non rispondo. C’erano troppi ragazzi  al muro del Paolini  perché’ non si venga a risapere la storia da qualcun altro. Se fosse solo una bega tra me e Cristiano potrei sempre dire che dice bugie e spaccargli il muso la prima volta che l’acchiappo, ma ormai  è  il segreto di Pulcinella e se ci crede  Luciano e Luigi ci crederanno tutti.
     -Senti, facciamola finita qui- dice Luigi dopo una pausa che mi è sembrata lunga un’ora. Se  vengo a sapere un’altra volta  che sei stato al muro del Paolini, glielo racconto io al babbo. Mi sono spiegato??
     Luigi se ne va sbattendo la porta. Gli dirà qualcosa al babbo?  Speriamo  di no. Figurati se ci riprovo. Non mi sono nemmeno divertito con questo rinculino. Io di mio preferivo giocare ai dottori. Ma lo facevan  tutti, a parte quella merda di Cristiano e volevo provare. Che sia vero che ci ho il culo rotto come dice Cristiano? E se Cristiano gli raccontasse tutto  al suo babbo e poi quello magari incontra il mio e si mettono a chiacchierare? E se succedesse, che faccio io, mi nascondo sotto terra? Il babbo mi ha frustato col bambù per essere andato una volta all’Arno, per una questione di culi rotti che  farà?
         Non riuscivo  a  tenere in mano il libro di Salgari dall’agitazione e mi sono messo a dipingere a olio su tela  tanto per fare qualcosa. Ho messo un fiasco di vino sul tavolo  e un’insalata su un piatto e mi sono messo a  stendere i colori sulla tela. Ci sono stato due ore. Alle sette è tornato il babbo, ha sorriso e mi fatto una carezza sulla testa.
       -Carino il quadro! La foglia d’insalata l’hai fatta proprio bene. La costola sembra vera!!
       Non rispondo, perché  la paura che mi strozza la gola. Nessuno gli deve aver detto nulla. Per ora......
La notte dopo ho dormito male e ho sognato che  Cristiano andava a giro su un  camioncino con gli altoparlanti in cima,  come quello che usa il prete per cantare l’Avemmaria durante  le processioni. E dietro c’era tutta la gente di Bellariva e anche il mio babbo e la mia mamma,  il vecchio Panna vestito a festa con le gambe di legno e  tutti  gli a mici miei.      Il camioncino andava a passo d’uomo  con il prete al volante  e accanto a lui  c’era seduto Cristiano che strillava con gli altoparlanti:
“Piero è un culo rotto”, “Piero è un culo rotto”.
 Io ero in fondo alla processione  e  cercavo di non farmi vedere  ma  tutti  quanti si giravano verso di me e mi guardavano male.
  Mi sono svegliato tutto sudato e subito dopo mi sono riaddormentato e ho avuto un secondo incubo.  Sognavo  che noi ragazzi eravamo  andati a fare a rinculino al casino di villa delle Rose  e  che  entrava  Roberto Panna per le scale di marmo  e dentro la villa c’era un atrio grande a colonne  che assomigliava al chiostro della chiesa di  San Salvi. Roberto Panna, quando vedeva noi al posto delle puttane si metteva a strillare che voleva indietro i soldi  perc ènon voleva finocchi ma puttane e mentre strillava  mi guardava negli occhi e mi diceva -glielo racconto io al tuo babbo che sei un culo rotto e lo vendi a villa delle Rose....
  Dopo colazione quando sono uscito nel viuzzo  mi  sembrava che tutti  mi guardassero ghignando per  via della storia al muro del Paolini, tutto per quella linguaccia di Cristiano.
  Mi è andata via anche la voglia di arrampicarmi sul fico. Ormai la scuola è finita e non so cosa fare tutto il giorno se non vado a giocare in campagna, ma  chi sa se ne ho  ancora  di amici dopo la storia di ieri. E poi ho paura che  la storia del muro del Paolini venga a saperla il babbo. 
L'ermafrodito del Bernini

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