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Visualizzazione dei post da gennaio, 2018

L'uomo che ha ripulito la Toscana dalle mine

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Guido Dolara, capo degli sminatori             Oggi c’è stata una novità.  Il babbo è tornato a casa  la sera con una millecento Fiat,  che ha comprato usata per andare  sull’Appennino dalle parti di Cantagallo dove va a  lavorare sulla linea Gotica. Che sarebbe una fortificazione larga quanto l’Italia che lui bonifica dalle mine. E’ una macchina grande a cinque posti, ma con la vernice d’argento scrostata e con la ruota di scorta dietro come la Balilla di Averardo, solo che quella d’Averardo sembra nuova, mentre quella del babbo è tutta sciupacchiata.             Averardo è un nostro vicino di casa che fa l’argentiere e ha una Balilla nera. Però la  tiene sempre chiusa in garage e la usa solo la domenica per portare la moglie a spasso e allora è sempre come nuova e sembra comprata ieri. Averardo è un uomo vecchio, lungo lungo e senza capelli che litiga con tutti. Tu...

Adamo è nato da una costola di Eva. La mia nonna Annita

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La nonna Annita Oggi a colazione la nonna mi ha riempito un tazzone di latte e di caffè di cicoria e mi ha detto: -Non andare per la strada coi ragazzacci,  rimani qui che ti insegno a cucire a macchina”.  La nonna è simpatica e con lei ci sto volentieri. La macchina  da cucire è sotto la finestra di camera mia,  ha una  corda di cuoio lunga che passa dal pedale alla ruota per cucire e una scritta d’oro “Singer” sul blocco di metallo dove si muove l’ago. La nonna ha fatto la sarta da giovane e cuce tutta la roba di casa, anche se dice che non ha la passione per questo mestiere. D’insegnarmi a usare la macchina non me l’aveva mai proposto. -Nonna, ma non è un mestiere da donne cucire?- -E chi l’ha detto? Non ci sono solo le sarte a questo mondo! Anzi, i vestiti per uomini li fanno i sarti maschi. E poi bisogna saper far di tutto nella vita. Io da bambina aiutavo il babbo  Narciso a fare i riccioli dei capelli delle statue di marmo col trapano a ma...
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Visto che non posso diventare un musicista vado a pattinare con la mia mamma   Oggi è arrivato da Roma un pacco-regalo per me dello zio Vittorio. C’è dentro una letterina con  un sacco di complimenti perché sono andato bene a scuola e gli auguri per le vacanze. Lo zio Vittorio è il fratello della nonna Annita che vive a Roma. Di mestiere vende i freni per le automobili e allora guadagna un sacco di quattrini e  siccome  io sono il nipote preferito,  vo  a trovarlo a Roma tutte le estati per guardare i monumenti di cui ci  parla il maestro. Da piccino lo zio Vittorio è rimasto orfano quando morì il nonno Narciso e la mamma che aveva la tisi non sapeva cosa farne di lui e lo mise nell’ospizio dei protestanti in via Bolognese. Però i protestanti erano brava gente e l’hanno mandato a scuola e lui se l’è cavata e ha trovato un lavoro buono a Roma. Siccome lo zio Vittorio non ha figlioli,  mi fa sempre regali.      ...
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Lo zio Cesare, gli incubi e le speranze del secolo breve. . Dopo questa brutta storia invece d’andare a giocare pei campi con gli amici sono andato dallo zio Cesare. In questo periodo è in ferie e la mattina prende la canna e va a pescare. Io a  pescare non mi diverto, perché’ bisogna stare zitti a guardare il galleggiante finchè’ non  si muove. Però dopo le dieci lo zio torna a casa perché è troppo caldo e i pesci non abboccano. Allora per passare il tempo e non stare a ascoltare la zia Amelia che  dice un sacco di stupidaggini lo zio si  chiude in salotto e aggeggia alle sue cose.  Da quando è in ferie si è messo a costruire un galeone di  legno di balsa, con vele cannoni e tutto. Una volta non lo vedevo quasi mai lo zio perché’ lavorava al sindacato  in Borgo dei Greci. Sono anche andato a trovarlo con   mio fratello Alberto. Il sindacato è  in un palazzo antico tutto di pietra dove ci abitava la famiglia  Peruzzi, che pr...