II
| Padre e Figlio |
Dopo aver riflettuto
sulla notizia che il sole si era fermato per mezz’ora quel mattino, Giovanni Blasi sentì una voce di basso nella cappa
del camino che lo chiamava per nome.
Si ricordò della novella
che sempre gli raccontava sua nonna prima di dormire, Giovannin senza paura,
che raccontava le avventure di un ragazzino alle prese con un brigante che
terrorizzava i viandanti gridando dalla
cappa del camino.
Come Giovannino
della storia si avvicinò al camino e rispose: “Chi sei? Che vuoi?”
“Ma come che voglio? Sono tuo padre,
Iddio Onnipossente. Mi dovresti riconoscere…”
“La voce non mi è nuova. Io sono Giovanni Blasi e mio
padre si chiamava Giuseppe e non eri tu”.
“E’ già successo duemila anni fa. Anche
in quel caso c’era di mezzo Giuseppe e
faceva il falegname”.
“Mio padre si chiama Giacomo e faceva il portalettere. Ti
riferisci forse al marito di Maria
vergine?”
“Proprio lui”.
“Senti, mio secondo Padre, in questo caso Onnipossente,
non è che dopo due millenni ti è venuta un’altra idea balzana? Guarda che io non sono disposto a finire
sulla croce come l’altro figlio tuo”.
“In effetti non è stata una grande idea.
Iddio Padre Onnipossente ovviamente non sbaglia, ma a volte può scegliere una
strada un po’ contorta. Mi disturba non poco vedere che un orribile strumento
di tortura come la croce sia stato associato alla MIA immagine per venti
secoli. E anche quello che è successo dopo la crocefissione non
è privo di problemi”.
“Già! Hai puntato
tutto sulla redenzione del genere umano. Con l’esempio del figlio di Dio che si
sacrifica per gli uomini di buona volontà. Cioè quasi nessuno. E poi la
fregatura della chiesa. Una vera associazione a delinquere. E per di più a nome
tuo”.
“Pietro non era cattivo. Certo Alcuni
dei papi suoi successori non sono stati dei gran campioni. Ma sono gli uomini a crear problemi, in qualunque impresa si mettano. COMUNQUE ora ho in mente un piano diverso”.
“E io che c’entro?”
“Come sarebbe a dire? Da oggi sei mio
figlio e quindi devi darmi mano”.
“Posso rifiutarmi?”
“Neanche per idea! Nei secoli dei secoli
non si è mai rifiutato nemmeno lo Spirito Santo, figurati tu.”
“Ma non puoi fare da
solo? Sei o non sei onnipotente?”
“Senza dubbio posso fare da solo. Ma
sono un po’ distratto. Devo star dietro
a tutto l’Universo che è una macchina complicata. Tu hai vissuto settant’anni sulla
terra e sai cose sugli uomini e sulle donne. Nel quadro dell’infinito
sono poco importanti, ma su questo pianeta sono fondamentali”.
“E io cosa dovrei
fare?”
“Te la ricordi la Bibbia. Fiat lux etc.
E’ passato un po’ di tempo. Bisogna rimetter mano alla creazione e cambiare le cose
in modo che gli uomini non sciupino tutto come sta succedendo sulla
terra. E’ stato un esperimento far
fiorire la vita su questo pianeta, ma dopo l’apparizione dell’Homo sapiens,
come ama chiamarsi lui, le cose si stanno deteriorando. Tu che eri un uomo fino a mezzanotte scorsa,
mi darai mano. IO ti aiuterò”
“Quanto ci vorrà di tempo”.
“Si potrebbe fare in un Fiat, come
diceva la vecchia Bibbia, ma noi ce la prenderemo calma. Per risistemare questo
pianeta ci vorrà un po’ di pazienza”. Tu ovviamente accetterai l’incarico. Sei
mio figlio uno e anche trino. Non puoi fare come ti pare….”
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