I
| Wiliam Blake Creazione |
Giovanni Blasi si
svegliò di ottimo umore quella mattina. Il sole stava sorgendo dietro le
colline e inondava la camera da letto di una bella luce rosata. Sentiva il
corpo leggero e la mente chiara anche prima della ordinaria dose di caffè.
Cominciò a pensare all’organizzazione
della giornata, rendendosi conto che non aveva programmato nessuna attività particolare. Quasi una vacanza.
Avvertiva un’acutezza
di mente insolita per quell’ora del mattino. Affioravano nella sua mente
ricordi antichi con dettagli precisi di suono e di colore. Le pagine dei libri
di geometria delle scuole medie, i dialoghi di Platone in greco che aveva letto
al liceo, strofe dell’Odissea, persino Dante Alighieri. Amava molto la Divina
Commedia, ma non si era mai deciso a impararla a memoria. Ora invece gli tornavano in mente con chiarezza i versi che aveva letto in un codice miniato nella
biblioteca di San Marco quando aveva quindici anni:
Considerate la
vostra semenza, Fatti non foste a viver come bruti Ma per seguir virtute e
canoscenza.
Sentì un impulso
improvviso e si mise a scarabocchiare su
un foglio il disegno della prima lettera sul margine sinistro di un codice
miniato della biblioteca di San Marco. Era una effe a forma di giraffa, bianca e col
collo corto come la giraffa del suo quadro preferito, il giardino delle
delizie. Si sorprese della qualità del disegno, che sarebbe piaciuto anche a
Hyeronimus Bosch.
Alzandosi da letto
avvertì una sensazione di estrema leggerezza. Nonostante gli anni aveva
conservato un fisico efficiente, ma quella mattina sollevare il corpo dal letto
gli era parso estremamente facile, come se i suoi ottanta chili di peso si
fossero trasformati in una piuma.
Dette un’occhiata
alla luce dorata sulla cima dei cipressi
della collina. Era un peccato che il
sole si alzasse sull’orizzonte fino a raggiungere il colmo del cielo,
acquistando la sua luce forte e un po’ sfacciata. Gli sarebbe piaciuto che il
sole si fermasse sul bordo della collina.
Per prepararsi la
colazione scese la scala che lo portava in cucina. Sempre la solita colazione.
Musli e caffellatte. A dire il vero non aveva fame.
Accese il canale di
musica classica preferito. Si sedette in poltrona per gustare la trasmissione. Glen
Gould interpretava Bach a modo suo al
pianoforte. Si accorse con sorpresa che
le note gli apparivano chiare nella mente mentre ascoltava la musica, con le acciaccature
e notazioni che Gould aveva aggiunto senza chiedere permesso al vecchio Johan
Sebastian.
Passò almeno mezz’ora
a godersi le notazioni di Gould sul pentagramma, che
continuavano ad apparirgli nella mente.
Quando si alzò dalla
poltrona, osservò che il sole era sempre nella stessa posizione, appena sopra
la linea dei cipressi sul bordo della collina. La luce che preferiva.
Dopo mezz’ora di
meditazione aprì internet per leggere le
notizie. Passò un po’ di tempo a consultare i giornali di varie parti del mondo.
La cosa strana era che le notizie sembravano del giorno prima. Era convinto di
averle già lette.
Alzò di nuovo la
testa per guardare il sole. Era ancora nella stessa posizione. Che stranezza….
Vai muoviti adesso….l’alba è finita. …..
Scese in giardino per
recidere i fiori vecchi e le foglie gialle dalle sue rose, la sua prima
occupazione giornaliera.
Ritornato a casa si connesse di nuovo col canale delle
ultime notizie. Una strana nota di
Reuter gli apparve sullo schermo.
“Inspiegabile
fenomeno stamani. Gli osservatori del mondo segnalano che il sole si è fermato
nel suo corso per mezz’ora, ripartendo poi alla velocità consueta”.
Commenti
Posta un commento