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storia di Flora

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STORIA DI FLORA C'era una volta, tanto tempo fa, una ragazza di nome Flora  che abitava a Knossos nell'isola di Creta.  Knossos era una città con grandi mura di pietra  al centro di una valle di olivi, circondata da alte montagne coperte di boschi e di radure verdi su cui pascolavano tori e vacche dalle lunghe corna. Il nome Flora le aveva portato  fortuna, perché era una donna bellissima, come Afrodite, la dea dell'amore.   Nei giorni di festa le giovani cretesi, con i capelli stretti da una fascia colorata e un sottile costume aderente , si riunivano in uno stadio e facevano gare di volteggi sulla schiena dei tori. Flora era però una ragazza pigra, e non faceva volentieri esercizi o gare di destrezza fisica. Le piaceva passare il tempo a conversare con i sapienti dell'isola, di poesia, di astronomia e di filosofia e quei saggi vecchioni volentieri passavano il trmpo con quella giovane donna bellissima, che aveva un interesse vorace per tu...
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                                                                                       VANNI E LA RIBELLIONE DEGLI ANIMALI Quando le malattie infettive furono sconfitte dalla medicina gli esseri umani cominciarono a moltiplicarsi senza controllo e a popolare le parti più remote della terra. E dovunque si muove vano gli uomini, le donne e i loro bambini sorgevano grandi città, autostrade, casette con giardino e supermercati. Le paludi venivano prosciugate, i fiumi devia ti, le colline livellate e  le foreste erano rase al suolo per far posto a parcheggi e quartieri residenziali. Le montagne, una vol­ ta regno dell'aquila, dell'ermellino e della marmotta, erano solcate dai cavi delle gabinovie e dalle piste da sci. Una parte degli animali, come il ca...
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28. STORIA DI PRISCILLA, PITTRICE C'era una volta una bambina   chiamata Priscilla, nata nel centro di Firenze antica, che rimase   orfana di tutti e due i genitori durante la peste nera che ammazzò metà della popolazione della città nel mille e trecento. Siccome non aveva nessuno che le potesse star dietro perché tutti i suoi parenti erano morti, era stata affidata agli Innocenti. Quando diventò più grandicella fu mandata in un convento, aspettando che prendesse il velo. Ma siccome dopo la peste i conventi di Firenze erano tutti mal messi,   la bambina fu mandata lontano, all’Isola d’Elba, dove la peste non era arrivata e le condizioni di vita erano   migliori.   Il convento era sulle colline sopra Portoferraio,   in mezzo alle vigne e ai boschi dell’isola e Priscilla passava il tempo quand'era estate nel giardino   sotto un grande pino di fronte al mare   e d’inverno nella biblioteca. Siccome le suore si erano accorte che era b...